Ogni lunedì alle 17:00 ci troviamo in Vetrina per discutere, organizzare e proporre le iniziative che dell’onda nella nostra facoltà. L’invito è quello a PARTECIPARE NUMEROSI. Vi aspettiamo!!!!!!
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All’alba di oggi, su ordinanza della Procura di Torino, in merito ad un’inchiesta sui fatti riguardanti le contestazioni al G8 dell’università, sono state effettuate numerose perquisizioni ed arresti in tutta Italia.
La Digos di Padova, affiancata da un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa, ha fatto irruzione allo Sherwood Festival intorno alle 6 del mattino, sfondando uno dei cancelli che accedono all’area del parcheggio Nord dello stadio, e in diverse abitazioni di attivisti. Si contano 3 arresti cautelativi, tra cui i nomi di ragazzi fino ad ora incensurati.
Appare chiaro che l’intento di questa bieca operazione non è altro che reprimere e terrorizzare quelle forza di movimento che per un anno hanno saputo attraversare l’Italia con le proprie rivendicazioni e le proprie idee, in vista di un G8 in cui l’Italia non può che apparire in mutande. Non si punisce l’eversione, la pericolosità paventata a gran voce, giacché i capi di imputazione sono quantomeno irrisori a fronte delle energie dispiegate dalle forze dell’ordine, a fronte della realtà di quel giorno, quello che questo governo vuole è lanciare un avvertimento mafioso e da regime.
Si vuole reprimere perché si ha paura, perché questo movimento ha saputo toccare i gangli scoperti di un sistema debole e meschino, che tra scandali e gossip dimostra di non aver la minima idea di come uscire da una crisi che noi ci rifiutiamo di pagare.
Si vuole punire pratiche come l’autoformazione, l’autoriforma, la lotta alla precarietà, si vuole attaccare chi lotta per riconquistare spazi di libertà e di vita, chi rivendica il diritto di dissentire e chi vuole veder realizzato quello spazio del comune in grado di garantire tutto questo. Ci vogliono terrorizzati e succubi, ma non sarà così!
La reazione degli studenti non si è fatta attendere, questo indegno tentativo di impaurirci non ha avuto effetto, i rettorati di Venezia e Roma sono stati prontamente occupati dall’Onda, mentre in molte altre città sono state lanciate iniziative di contestazione.
Noi non abbiamo paura, la spinta dell’Onda non si ferma, pretendiamo la liberazione dei nostri compagni arrestati!
Liberi tutti! Liberi subito!
ONDA ANOMALA PADOVA
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(da Uniriot.org)
Più di duecentomila studenti in piazza in tutta la Germania per il Bildungs streik 2009, settimana di agitazione, scioperi e dibattiti del mondo della scuola e dell’università contro la crisi e il processo di Bologna. Il conflitto sull’università e la formazione è oggi a tutti gli effetti un conflitto globale, diffuso e generalizzato.
Dopo le occupazioni in Italia, Croazia, Spagna e Stati Uniti in questi ultimi mesi, anche in Inghilterra, in particolare a Londra e in Germania le università e le scuole sono in mobilitazione. L’Onda europea vuole rovesciare la crisi, lascia il fallimento del processo di Bologna ai legislatori e comincia a costruire la propria università, le proprie pratiche, il proprio linguaggio di conflitto e autonomia. Gli slogan rilanciano le stesse parole d’ordine che l’Onda ha lanciato in questi mesi: “Salvare l’università non solo le banche”, “Sganciate il denaro, ribelliamoci ai banditi del sociale!”.
Gli studenti chiedono l’abolizione delle tasse universitarie (che continuano ad aumentare con la crisi) e denunciano la frammentazione e la specializzazione idiota dei saperi legata al processo di Bologna. Il leader della conferenza dei rettori tedeschi simpatizza con alcune rivendiacazioni degli studenti, per quanto riguarda la mancanza di fondi e di docenti, ma rigetta le richieste sull’abolizione delle tasse e le altre richieste più radicali.
Il ministro dell’istruzione Annette Schavan, sul News Daily (leggi l’articolo) rigetta le accuse degli studenti sostenendo che il sistema della formazione in Germania è migliorato negli anni scorsi.
Rassegna stampa dal dieZeit.de:
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“Costituzione alla mano, voglio che tutti abbiano il diritto di scegliere se andare alla scuola pubblica o alla scuola paritaria. Quindi, siccome le scuole paritarie costano, sto pensando a una riforma che dia la possibilità di accedere a un bonus a chi vuole frequentarle”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini(nella foto), in un’intervista al ‘Corriere della sera’. Il ministro è anche ritornato sul rapporto Ocse sulla scuola italiana, un dossier “che finalmente supporta la posizione del governo sulle riforme”. Ovvero “reclutamento degli insegnanti – ha detto la Gelmini -, la necessità di introdurre la meritocrazia, ringiovanire il corpo insegnante, gli incentivi: tutte cose che vado dicendo da più di un anno”. “Stiamo pensando – ha spiegato – anche ad altre riforme che non c’entrano con l’Ocse. Come il sostegno economico per le scuole paritarie”. Sull’idea del bonus alle scuole private, la Gelmini ha aggiunto: “La libertà di scelta è un diritto costituzionale. E sono tante le riforme che si possono fare risparmiando soldi e facendo funzionare la scuola”. E i dati Ocse della Finlandia, dimostrano che “non è vero che bisogna puntare sulla quantità, bensì sulla qualità – ha precisato il ministro -. Intendo: quantità di soldi, di ore di insegnamento”.
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Il ministro Gelmini, contrariamente a quanto previsto, non presentera’
al Consiglio dei Ministri del 12 giugno 2009 il testo del DDL sulla
‘governance’ degli Atenei e sul reclutamento.
Il 26 maggio scorso tutte le Organizzazioni della docenza universitaria (ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita’, CISL Universita’, CIPUR-Confsal, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU, UGL Universita’ e Ricerca, USPUR) hanno chiesto un incontro al ministro Gelmini per un confronto su una bozza ufficiale del DDL PRIMA della sua presentazione in Consiglio dei Ministri (v. in calce la lettera inviata al Ministro). Fino ad oggi dal Ministro non e’ pervenuta alcuna risposta.
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Padova, 11 giugno 2009. Il Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica di Padova aderisce alla campagna nazionale contro i respingimenti “Io non respingo”, promossa dal 10 al 20 giugno 2009 in decine di città italiane, in occasione della visita di Gheddafi in Italia. Lunedì 15 giugno 2009 è in programma un momento informativo e di approfondimento aperto a tutti presso il Cinema Torresino, via del Torresino – Padova, promosso in collaborazione con il circolo the Last Tycoon. Alle ore 21.00 ci sarà la proiezione del film-documentario “Come un uomo sulla terra” di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer. “Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale viene data voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. (Per approfondimenti sul film e sulla campagna: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com / http://fortresseurope.blogspot.com/ ) Alla proiezione seguirà una discussione con Annalisa Frisina e Devi Sacchetto, ricercatori presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova e con insegnanti e genitori impegnati sui temi dell’accoglienza a scuola.
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Stiamo ancora attendendo che il nuovo DDL Gelmini sulla riforma dell’Università venga pubblicato. Per temperare maggiormente l’attesa, ecco un ulteriore “riassunto” di tale disegno:
Il nuovo DDL Gelmini sulla riforma dell’Università:
(da Università.it)
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Naturalmente non se ne parla (per ora), ma appena saranno finite le elezioni – sembra il 12 giugno, per la precisione – sarà presentato il nuovo disegno di legge sull’università. Non contenta dei disastri chiamati 133 e 180, che hanno pesantemente tagliato i fondi, bloccato il turn-over del personale e stabilito che gli atenei possano trasformarsi in fondazioni private acquisendo gratuitamente ed esentasse tutto il patrimonio immobiliare, il ministro Gelmini è in procinto di dare la mazzata finale al sistema universitario.
Le bozze che circolano sono diverse, perché diverse sono le proposte, ma vi forniamo uno degli ultimi testi disponibili: i punti fondamentali sono comunque gli stessi, e sono i seguenti:
1. FACOLTA’ E DIPARTIMENTI CANCELLATI: i dipartimenti (che non potranno avere meno di 30 o 40 docenti afferenti a seconda delle dimensioni dell’ateneo, 40 nel caso di Padova) saranno accorpati in “megadipartimenti”, che si occuperanno di ambiti disciplinari “affini”, e dovranno occuparsi non solo della ricerca, ma anche della didattica, ad oggi di competenza delle facoltà. Le facoltà, dal canto loro, non esisteranno più: al loro posto strutture di “coordinamento” tra dipartimenti per la gestione dei corsi di laurea che richiedono la collaborazione di più dipartimenti;
2. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IN MANO AGLI ESTERNI: l’università funzionerà come un’azienda. Il consiglio di amministrazione sarà composto, oltre al rettore e ad un rappresentante degli studenti, da membri esterni all’università (la metà o tutti, a seconda delle proposte): insomma, avremo un’università gestita da commercialisti, manager, chi lo sa? Forse ci sono da sistemare un po’ di brillanti amministratori rimasti senza lavoro: d’altra parte, dall’Alitalia alle Ferrovie dello Stato la gestione privatistica del denaro pubblico ha dato ottimi frutti, nel nostro paese.
3. PRECARIZZAZIONE DELLA RICERCA: il ddl prevede l’istituzione della figura del ricercatore con contratto a tempo determinato, e spariranno tutte le figure intermedie (assegni di ricerca, post-dottorato ecc.). La didattica e la ricerca, in questo modo, verranno affidate a soggetti precarizzati con ovvie conseguenze sulla qualità di entrambe.
4. LA BANDIERA DELLA (FALSA) MERITOCRAZIA: sarà la grande bandiera, per quanto si può prevedere, con la quale sarà presentata questa riforma, così come è stato per gli interventi sull’università di quest’ultimo anno. Diranno che con questa riforma saranno premiati soltanto i migliori, e che finalmente il sistema feudale dei baroni scomparirà. La realtà: ricerca, didattica e “virtuosità” degli atenei saranno valutate soltanto in base a parametri economici e quantitativi (numero delle pubblicazioni e delle citazioni). E’ evidente che per valutare la QUALITA’ del sapere, della formazione e della ricerca una serie di numeri può dire ben poco. Un esempio è quello della valutazione della percentuale dei laureati prodotti da un ateneo: basta promuovere tutti a tutti gli esami ed è fatta: hai vinto! Ma non è altrettanto facile “produrre” un sapere di qualità, delle menti critiche e dei laureati preparati. Cosa che d’altra parte ai nostri legislatori poco interessa.
Se poi avete voglia di giocare a “TROVA LE DIFFERENZE”, questa è la Proposta di legge PD sull’università. Per non essere del tutto disfattisti, c’è da notare che questa proposta almeno prevede che si arrivi gradualmente a stanziare il 3% del PIL per l’università e la ricerca, e cancella l’articolo della 133 che prevede la trasformazione degli atenei in fondazioni private.
Infine, un commento: http://ledonniverdiverona.blogspot.com/2009/05/riforma-gelmini-delluniversita-in.html
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Giovedì 28 ore 16:30 Aula Vetrina
“Letteratura nella metropoli”
ultimo semiario del ciclo “Immaginari realtà letteratura”
con Sandrone Dazieri, giallista ed ex-militante del CSO Leoncavallo di Milano, autore della serie del Gorilla, alter-ego dell’autore, che soffre di sdoppiamento della personalità, buttafuori sui generis, costretto dalle circostanze e da un personalissimo senso della giustizia a trasformarsi in detective senza licenza.
Parlare di metropoli da dentro le sue incrinature può forse evidenziare in maniera diretta le paranoie che si trovano sulla superficie dell’acqua metropolitana, non vedendole dalla barca dell’immaginario-mainstram, ma dalla parte dei pesci che sott’acqua si muovono.
more info sull’autore: www.sandronedazieri.it
vi aspettiamo!
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