Venerdì 21 Novembre – RIUNIONE LOGOS

Dopo l’assemblea di oggi, in cui è stato chiarito che alcuni studenti non si sentono rappresentati dal nome “Logos” per vari motivi, invito tutti quelli che invece vogliono continuare a lavorare sotto questa sigla a trovarsi in vetrina venerdì mattina alle dieci per stabilire quali azioni intraprendere e quali modalità organizzative scegliere per essere più efficaci.

L’incontro sarà di carattere decisionale e saranno discusse le vecchie e nuove proposte che il gruppo vuole adottare all’interno della mobilitazione.

Chi non potesse venire, ma volesse partecipare attivamente a Logos, è pregato di inviare una mail a mobilitazione.lettere@gmail.com.

La riunione non avrà un carattere analitico o filosofico su cosa siamo o cosa non siamo. Lo sappiamo anche troppo bene. Di questo me ne faccio garante io.

Nicola Rampazzo

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21 Risposte

  1. purtroppo non sono potuto presenziare alla riunione. Ma che è successo? Sembra di leggere tra le non troppo fitte righe il segnale di qualche contrasto. Se ne può sapere di più? Difficilmente riuscirò ad essere in auletta vetrina prima delle 11.30 venerdì, e immagino che sia troppo tardi per essere utile. Ancor più quindi, si sente la necessità di esser resi (io e altri) edotti su quel che accade a Logos, in cui permane ancora salda tutta la mia fiducia
    In speranzosa attesa di chiarificazioni
    Giacomo

  2. Io in questo periodo purtroppo non riesco a partecipare alle riunioni, quindi mi piacerebbe sapere che generi di contrasti sono emersi (linea d’azione? modalità di relazione con gli altri soggetti del movimento?); sarei anche interessato alle impressioni che sono emerse dal racconto dei gruppi di lavoro di roma (io ho già una versione dei fatti, vorrei sentire anche altre campane).

    Alessandro

  3. ci possono essere tante campane o versioni…ma i documenti nazionali dei workshop e delle assemblee romane sono stati scritti e approvati da tutto il movimento in quasi 48 ore di lavori pubblici e condivisi.

    trovate tutto su diversi siti web (vi segnalo tra i tanti http://www.uniriot.org)

    verba volant scripta manent

  4. Caro Elia,
    hai capito male. Qui la richiesta era di ascoltare i racconti e le impressioni dell’esperienza romana.
    Per esempio. Anche la Costituzione italiana è un documento e cade sotto il “scripta manent” ma non vedo perché parlare con persone che nella Costituente ci sono state non debba essere interessante, anche se “verba volant” (ma volant di più per chi non sa ascoltare).
    A me versioni, racconti, impressioni interessano.
    Leggere i documenti è importante (io li ho letti con grande attenzione ed interesse), ma dalla facoltà di Lettere sono andate 70 persone.
    Settanta.
    Voglio ascoltarle.

    Curiosità uno: ci vuoi dire perché secondo te dobbiamo solo leggere i documenti e non parlare con chi a Roma c’è stato?

    Curiosità due: cos’è e da dove nasce Uniriot, che ci segnali? E’ la mobilitazione? E’ la maggioranza della mobilitazione? E’ l’organizzazione della mobilitazione? E’ un cappello alla mobilitazione? Boh. Non lo so. Se ce lo dici, grazie.

  5. Cara Chiara,
    a me non interessa fare nessuna polemica, e va benissimo ascoltare e socializzare l’esperienza romana…ci mancherebbe. altrimenti mi dici perchè ci saremmo sbattuti così tanto per pemettere a più persone possibili di restare alla Sapienza Occupata in questo intensissimo week-end? Oppure perchè tutto è stato attentamente documentato?
    Anche solo l’energia biopolotica di due giorni vissuti all’interno di un ateneo interamente occupato, come era la Sapienza, a discutere, immaginare, praticare una nuova università qui ed ora, merita di essere condiviso e valorizzato
    Dico solo che i documenti finali sono un ottimo modo per rendersi conto di cosa è stata la 2 giorni nazionali, soprattutto per chi non c’è stato.

    Il risultato di Roma è un patrimonio di tutto questo movimento, un patrimonio faticosamente costruito in due giornante intensissime e quasi insonni con ragazzi di tutta italia ed occorre saperne comprendere attentamente il risultato, aldilà anche delle impressioni soggettive, che comunque vanno benissimo.

    Non è colpa mia se il sito di uniriot è stato il primo a mettere i documenti in rete, io l’ho detto chiaro di siti ce ne sono per tutti i gusti…

    Credo che cosa sia Uniriot (visto che è una rete attiva da 3 anni sull’autofornazione ben radicata anche alla Sapienza) chiunque sia stato a Roma se ne sia accorto bene…

    i cappelli politici per antonomasia li mettono partiti, partitini, sindacati, sindacatini…

    Roma ha dimostrato invece che il movimento dell’Onda vuole essere padrone di niente ma servo di nessuno…
    che piaccia oppure no.

  6. P.s. chiedo scusa per gli errori di battitura, ma sono al lavoro…e da bravo precario sempre sotto controllo del capo!

  7. Caro Elia,
    grazie della risposta prontissima.
    Per quel che riguarda Uniriot capiamoci: ho messo io stessa su questo blog il link al sito, dividendo in documenti. E l’ho fatto domenica sera, cioè subito subito subito, il prima possibile. Perché era ovvio che erano il segnale di una vittoria. Che la discussione c’era stata, che si era riusciti a concordare, a sintetizzare, ad esprimere.

    Però io a Roma non ho potuto esserci e, come osservi tu, non ho potuto rendermi conto in prima persona di che cosa sia Uniriot.

    Quindi:
    1. Che cos’è Uniriot?
    2. Qual è il suo rapporto con SciPol A Padova?

    Bada bene che son domande sincere, non retoriche, non polemiche.

  8. P.S. Forse la risposta alla prima domanda sarebbe troppo lunga e complessa.
    E’ da tempo che provo ad informarmi su che cosa sia Uniriot ma loro stessi, sul sito, sotto “Chi siamo” scrivono come prima frase “Uniriot è tante cose”.
    Alla seconda domanda, forse, puoi rispondere con più precisione. Te ne sarei molto grata.

  9. Provo a rispondere brevissimamente a Giacomo e Alessandro, pur sapendo che necessariamente la mia risposta non potrà essere completa o esaustiva. Durante la riunione di venerdì (partita come commento sull’esperienza di Roma) ci siamo invece trovati a parlare prevalentemente di questioni di rappresentatività del nome del gruppo, di come questo secondo alcuni ci allontani dalle altre realtà della mobilitazione, ci renda in un certo senso poco amati da parte di altri con cui invece si dovrebbe collaborare. Si è inoltre discusso sulla “linea” di Logos, che per alcuni come il nome ci distingue e quindi allontana troppo da un’azione comune che dopo Roma dovremmo intraprendere come Ateneo. Personalmente non vedo in cosa “Logos” si sia discostata dall’essere “mobilitazione di lettere e filosofia”. Forse a qualcuno da fastidio il nostro metodo pragmatico (si dice e poi si fa, non si nasconde la mano dopo aver gettato il sasso) o la serietà e maturità con cui vogliamo portare avanti le nostre azioni (proponendo cultura, sapere, e correttezza..niente “lanci di uova”, tanto per intenderci). Spero che nessuno si trovi offeso dal mio post, che non può come ho detto essere completo, riguardo alle due ore e mezza di dibattito del venerdì. Spero al contempo di aver fornito una minima immagine del dialogo in atto, a chi non era presente.

    Angelo

  10. Ma andiamo, ne facciamo una questione di nomi? L’importante semmai è il programma, non perdiamoci dietro alle etichette. Ho sentito parlare di efficienza: beh, un comitato con un nome pessimo e degli obiettivi chiari e condivisibili è efficiente, uno con un nome splendido che usa le riunioni per discutere del medesimo, no.

  11. Grazie Angelo. Io credo nel nome logos anche per il semplice fatto che scrivere MOBILITAZIONE DELLA FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA su uno striscione sia un pò troppo lungo. E poi noi siamo quelli letterati, a noi piace dare un nome alle cose 😉

  12. “Diamo un nome alle cose” penso possa essere un bel proposito; e in fondo per lo stesso motivo per cui è importante lavorare concretamente, più che vagheggiare di nomi volendo forse alludere ad altro: una chiara immagine di cosa si è la si dà prima di tutto agendo. Dunque a venerdì, w i volenterosi di Logos! *

  13. Il problema non è affatto il nome Logos. Fin dall’inizio della mobilitazione mi sembra nessuno abbia avuto da ridire sul nome. Detto questo, mi sembra anche che fin dall’inizio si sia detto e ripetuto che all’interno della mobilitazione, all’interno dell’Onda Anomala, non si volevano sigle di partiti, associazioni, collettivi, o gruppi altri.
    Ora, dal momento in cui Logos è diventato un gruppo(o collettivo, visto che un gruppo di persone che lavora prendendo decisioni assembleari, e al cui interno non esistono gerarchie, è per definizione un collettivo),tanto che questo passaggio è stato anche “ufficializzato” durante la notte bianca(con tanto di cos’è e cosa non è Logos), e che molte persone attive nella mobilitazione in esso non si riconosono, mi sembra quantomeno opportuno che il nome non compaia su volantini o quant’altro. Come in tutte le facoltà, anche a Lettere e Filosofia un gruppo non può essere rappresentativo di tutti gli studenti e le studentesse. Così come è stao fatto da Asu, Studenti Per, Collettivo di Scienze Politiche, etc, anche il gruppo Logos, nonostante nasca all’interno della mobilitazione, dovrebbe rinunciare alla propria sigla. L’Onda si è detta irrappresentabile: da partiti, associazioni, collettivi o gruppi.

  14. Parlo in quanto occasionale prestatrice di manovalanza per la mobilitazione e perché credo nella pragmaticità del lavoro di Logos che ho seguito anche esternamente con assiduità. Le persone attive che nn si riconoscono in Logos penso siano persone che si riconoscono in altri gruppi particolari, perché per lo studente comune credo (e rilevo) che Logos sia solo un gruppo di persone che ha deciso di spendere tempo e energie per lavorare anche per chi vorrebbe ma non può. Logos è il gruppo che si è autodefinito nell’assemblea di sabato 8 novembre, e che, ricordo, si è costituito sull’onda di 2 assemblee di facoltà in cui le proposizioni del gruppo erano state accolte con favore, o meglio: il gruppo stesso intendeva investirsi responsabilmente di quella chiara volontà di linearità d’intenti e intellettuale espressa da vari interventi e scroscianti applausi. I concetti sono scritti, e a me sembrano abbastanza chiari. Il punto principale di Logos è che mi sembra voglia essere semplicemente di raccolta per i volenterosi di questa facoltà che credono in una mobilitazione riflettuta (cito Angelo: “proponendo cultura, sapere, e correttezza”). Poi, sinceramente, visto che di proclami ideologici by Logos non ne ho visti, non capisco dove sia il problema. O forse mi sembra di capirlo, e non mi piace affatto. Logos non vuole egemonizzare nessuna onda, a me sembra che Logos voglia solo lavorare e studiare, essere un laboratorio di futuro, non voglia colonizzare, ma accogliere le forze che su certi metodi di lavoro e condotta concordano.
    L’intervento di davide mi lascia più che perplessa. Credo che al di là del Piovego, zona scienze, nessuno chieda ai redattori di Cervelli in Fuga di smettere di chiamarsi, ma anzi magari qualcuno li ringrazi per quello che
    cercano di fare. C’è ancora chi in buona fede e forse con un po’ di ingenuità crede che a volte metterci la faccia e la firma non sia presunzione di potere, ma spirito di servizio e responsabilità.
    Ribadisco: a venerdì! *

  15. Tre precisazioni tre su quello che dici, Davide:

    1. Tu dici che Logos è un collettivo, “visto che un gruppo di persone che lavora prendendo decisioni assembleari, e al cui interno non esistono gerarchie, è per definizione un collettivo”. Benissimo. Non sono molto interessata a questo tipo di battesimo, ma mi può anche star bene.
    Però attenzione: SE Logos è un collettivo, ALLORA sono collettivi TUTTI i gruppi della mobilitazione. Parliamone. Cervelli in Fuga è un collettivo, Ingegneria in Movimento è un collettivo, Scienze della Formazione Primaria in Mobilitazione è un collettivo. A me può anche stare che Logos sia definito un collettivo, ma o siamo tutti collettivi o non lo è nessuno.

    2. Davide, dici anche che “il passaggio è stato “ufficializzato” durante la notte bianca”. Falso. Se mai c’è stato un passaggio è stato ufficiliazzato in una ASSEMBLEA sabato mattina, in cui la discussione, durata più di tre ore, è stata attivamente partecipata da più di 50 persone. Era sabato 8 novembre e tutti erano stati invitati a presentare le proprie proposte e a partecipare. Il pomeriggio stesso i risultati sono stati messi su questo blog per essere riveduti e corretti. La sera di Università Aperta è solo stata riportata quell’esperienza. Che tutti possono leggere qui:

    https://logosunipd.wordpress.com/2008/11/09/dallassemblea-di-sabato-8-novembre/

    3. Poi, dici che “all’interno dell’Onda Anomala, non si volevano sigle di partiti, associazioni, collettivi, o gruppi altri”. D’accordissimo. Purché non diventi un discorso ottuso. Ma scusa, Logos non è una sigla preesistente alla mobilitazione! Logos E’ NATO CON la mobilitazione! A chi verrebbe mai in mente che, per esempio, la “Rete Studenti di Salerno” è una sigla (anzi no, di più! E’ un collettivo, addirittura! 🙂 ) e dunque non deve stare nella mobilitazione? Chi è che dà le licenze per i nomi dei gruppi? “FarmaPadova” non è una sigla e quindi fa parte della mobilitazione e “Logos” è una sigla e quindi non fa parte della mobilitazione? Ma perché? E se ci chiamavamo “Unilettere” questo discorso sarebbe stato diverso o uguale?

    Ultima cosa, per Elia: ancora non ho capito che cos’è Uniriot e qual è il suo rapporto con SciPol a Padova. E sono sempre più curiosa. Tanti scrupoli sul nomignolo di Logos e poi – paf! – una bella sigla scandita: Uniriot. Mboh.

    La Prima Regola la sanno tutti, anche i bambini.
    Prima Regola: le regole valgono per tutti.

    A VENERDI’!

  16. premettendo che non posso essere considerato membro di logos, vorrei sottolineare come sia ridicolo sostenere che il fatto di autodefinirsi LOGOS (parola ricca di significati esclusivamente positivi) e non “gruppo di quegli studenti di lettere e di filosofia ma anche dei simpatizzanti che si ritrovano periodicamente ma non con cadenza regolare in aula vetrina ma che fanno anche altre iniziative” voglia dire “essere una sigla”. Poteva chiamarsi Cervelli in Rientro o Quelli di Gigi, sarebbe cambiato qualcosa? Eppoi io leggo di decine e decine di Reti in Italia che sono dentro l’Onda.
    Attenzione, il totalitarismo non è solo nello stato. L’Onda accoglie o respinge? Io credo che l’Onda si gonfi con tutti noi. Tutti. Logos inclusa

  17. ma vi piacerebbe che le sigle sopraccitate comparissero all’interno della mobilitazione padovana? (asu, studenti per, collettivo sci pol e perchè no pedro o gramigna)?nessuno sta dicendo che le persone che si riconoscono in Logos non debbano mobilitarsi in difesa dell’Università e dell’Istruzione pubblica. sto semplicemente cercando di dire che, per rispettatare ciò che si è detto, e perchè secondo me è più che giusto, Logos non dovrebbe comparire come nome per i motivi già detti, e soprattutto non esiste che Logos appaia come espressione della mobilitazione i Lettere e Filosofia, solo ed esclusivamente per il fatto che molta gente in esso non si riconosce. Indipendentemente da proclami ideologici o meno e indipendentemete dalla linea moderata o meno. so che può essere difficile mettere un attimo da parte la propria identità, ma non lo sarà stato neanche per gli altri immagino. per cui, anche affinchè questo non sia un precedente pericoloso, invito alla razionalità. dopo di che, chi vuol capire capisca. e te chiara non fare orecchie da mercante, che siccome ne abbiamo parlato di persona sono certo che sai di cosa si sta parlando.

  18. Francamente mi stupisce e mi rattrista fortemente quanto avviene in questi giorni all’interno della nostra mobilitazione. Invece di capire che la nostra forza è l’unione di intenti, che l’obiettivo principale da perseguire è ottenere la revoca del decreto 133 e riuscire a portare la nostra voce al governo per fare capire quale università vogliamo (sia chiaro parlo della nostra mobilitazione di ateneo, non certo di quella nazionale), noi stiamo litigando su delle minuzie, inutili per il movimento, dannose per la nostra immagine. Io sono prontissimo ad ammettere eventuali errori, nel caso li avessi compiuti assicuro la mia completa buonafede, però mi sembra assurdo che tutti gli errori e tutte le accuse siano ascritte soltanto al gruppo Logos. Il gruppo, o collettivo lo si chiami come si preferisce, è nato sotto l’auspicio di tutti noi che ci siamo dentro soltanto in funzione della mobilitazione, non certo per aiutare chissà quale partito.
    Se tutti gli altri movimenti cittadini che formano l’onda ci vedono come figli di qualcuno di diverso dalla mobilitazione voglio che si sappia che hanno frainteso le nostre finalità.
    Detto questo, se questo gruppo crea tanti problemi io sono pronto a togliere da subito il nome Logos, con l’auspicio che tutte le pluralità presenti nel nostro movimento di ateneo si sentano sempre a proprio agio all’interno della mobilitazione, cittadina, regionale e nazionale.
    Venerdì verrò di certo in quanto mi sono trovato assolutamente a mio agio a lavorare con tutti voi. Un ultimo auspicio, spero che tutti coloro che finora hanno dedicato gran parte del loro tempo alla mobilitazione all’interno della facoltà di lettere e filosofia, qualunque sia la conclusione di questa questione, restino all’interno della mobilitazione. L’unione è la nostra più grande forza, più saremo coesi più forte sarà l’ondata!

  19. e intanto perdendovi nel cercare di conservare la vostra firma non avete neanche messo l’appuntamento di oggi: ore 16:30 assemblea d’ateneo al bo’ per parlare di come continuare la mobilitazione. spero sia una svista. o forse no visto che chiara lo sapeva benissimo!!

  20. solo un ultima precisazione poi basta.
    io sarò più che contento se quando la mobilitazione finirà rimarrà attivo questo gruppo Logos,rivendicando tutto ciò che vorrà. ma per adesso è semplicemente una questione di correttezza. per evitare,non dico voi, che qualcuno cerchi di dividere o frenare la mobilitazione. e ripeto non mi riferisco ora a Logos.

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