Merry Crisis and Happy New Fear

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Una cosa è certa, quest’anno non tutti siamo più buoni.

Ci rivediamo a gennaio…

Un nuovo spazio per L’Onda a Padova

Negli ultimi giorni è nata la possibilità di restituire agli studenti lo spazio occupato dell’ex-“Copyriot”, nel cuore del quartiere universitario di Porta Portello, mettendolo a disposizione dell’Onda come laboratorio aperto all’attraversamento di tutti quei soggetti che desiderano e vogliono lavorare per articolare i temi dell’auto-riforma, dell’auto-formazione, che sia luogo di costruzione dal basso del nuovo welfare sociale, attraverso sportelli, pratiche di inchiesta,libero accesso ai saperi e in cui si  possa usufruire di servizi autoprodotti dagli studenti per gli studenti.

 

Uno spazio che si apre ad una partecipazione diretta, come contenitore da riempire con tutte le diverse soggettività di questo movimento, privo del desiderio di imporre una linea e consapevole dell’eterogeneità di pensieri e prospettive che lo popolano, permeabile alla dimensione fluida delle mobilitazioni universitarie.

Un posto in cui riflettere collettivamente su ciò che intendiamo per riappropriazione dei saperi, del reddito e dei diritti delle figure che compongono la realtà delle nostre facoltà, per capire come porsi nel presente e con che sguardo volgersi al futuro di questa mobilitazione e della società.

Uno spazio che serva a concretizzare il lavoro e lo sforzo di quest’Onda, autonomamente e liberamente, in una modalità quanto più possibile socializzante e sociale, estranea alle logiche d’appartenenza e che senta come propria l’indipendenza e l’ irrappresentabilità di questo percorso.

 

Per questo venerdì si vuole ampliare quanto più possibile l’ invito alla riconsegna agli studenti da parte del Comitato di Quartiere Portello dei locali, come primo necessario confronto sulle possibilità e sulle progettualità che possono essere attuate al suo interno.

Appuntamento per tutti alle ore 17:00 per un primo momento assembleare, di costruzione di questo nuovo spazio e dalle ore 18:30 APERITIVO.

 

Studenti dell’onda anomala padovana

 

Per maggiori informazioni www.padovainmovimento.org

La Notte bianca degli Ingegneri

L’Open Night a Ingegneria di martedì 16 dicembre sarà bellissima. 

Ma l’iniziativa “Autostop a un Ingegnere” (trovate il modulo qui)e l’iniziativa “Adotta un Ingegnere” trovate il modulo qui) secondo me battono tutto.

Domani Assemblea Gestione Vetrina – 15:00

Domani, come ogni lunedì, ci troviamo alle 15:00 in Vetrina per stabilire le linee operative prima della pausa natalizia. Partecipiamo numerosi come sempre.

Avviso per il gruppo di lavoro sulla riforma della scuola:

Visto che la notte bianca inizialmente programmata per il 17 è stata rinviata e che dovremo informarci da capo sulle modifiche della Gelmini (datate giovedì 11 dicembre!), la riunione che avrebbe dovuto svolgersi domani lunedì 15 dicembre è rinviata.
Domani ci troveremo alla riunione e decideremo insieme la data per la prossima riunione.

I celerini controllano i biglietti

Ieri manifestazione a mestre. Sciopero generaleo sciopero sociale generalizzato che dir si voglia. Più di diecimila persone in corteo per Mestre. Lavoratori e studenti assieme dopo molto tempo. Il corteo dell’Onda scorre pacifico e colorato per le strade della città senza problemi sotto il diluvio universale, ma non importa a nessuno. La musica di Furio ci scalda e ci fa ballare. Si arriva a Piazza Ferretto a Mestre dove ci congiungiamo coi lavoratori della CGIL senza problemi. Torniamo indietro senza problemi. Prendiamo il treno per Verona delle 12:30. Un treno normale (non speciale, non occupato). Ci sediamo in mezzo a molta gente che sta andando a lavorare, a studiare, ecc.  Il treno non parte. Al binario ci sono cinque poliziotti che spiegano che non si parte perchè SECONDO LORO ci sono troppe persone senza biglietto.

Inizia una lunga discussione che viene interrotta da una trentina di agenti in tenuta antisommossa  che arrivano sul binario. Gli animi si scaldano un pò senza che inizi nessun parapiglia. Alcuni di noi, che avevano degli impegni importanti, scoprono che ad un altro binario parte un treno per Bologna che ferma a Padova. Nel sottopassaggio troviamo ad aspettarci cinquanta tra finanzieri e carabinieri, che scambiandoci per viaggiatori “normali” ci lasciano passare.

Prendiamo il treno preoccupati per la sorte di chi è rimasto a Mestre, ma dopo poco scopriamo che anche l’altro treno è stato fatto partire.

Il treno per Verona parte con 60 min di ritardo causando disagi a moltissime persone. Di controllori nel treno per Bologna non se ne vedono.

Domande retoriche:

non basta un controllore per risolvere il problema dei biglietti?

perchè un questore dovrebbe mandare tutti quegli agenti a “controllare che tutti abbiano i biglietti”?

cosa sarebbe successo se qualche “testa calda” avesse reagito a questa penosa provocazione?

Riflettiamoci…

Presentazione legge 180 Aperitivo in vetrina

Oggi giovedì 11 dicembre alle 18:00 si terrà la presentazione del lavoro del gruppo sulla legge 180, la mini riforma proposta dalla Gelmini dopo le pressioni del movimento studentesco.

A seguire fino alle 23:00 ci sarà un aperitivo nell’Aula comune autogestita vetrina.

Partecipate numerosi!

P.S. Update sullo sciopero generale di venerdì 12 dicembre: il treno che avrebbe dovuto portarci gratuitamente fino a Mestre non c’è più, quindi il ritrovo alla stazione di Padova è alle 8:00 per prendere un treno regolare fino a Mestre. La spesa è minima (poco più di 2 euro) quindi nessuno si scoraggi per questo motivo!

“Potete stare tranquilli, dormite tra quattro cuscini”

Fondi alle private, Tremonti alla Cei: dormite tranquilli. 
È bastato un comunicato e un appello della Cei, per far fare marcia indietro al governo. Un occhio di riguardo, per usare un eufemismo: quello stesso governo che se n’è infischiato delle settimane di mobilitazione di maestre, genitori e studenti, in un batter d’occhio ha ripristinato 120 milioni di euro per il finanziamento delle scuole private.

La protesta contro i tagli era partita proprio dalle scuole cosiddette paritarie: la Fism, Federazione scuole materne di ispirazione cristiana, l’Agesc, l’Agidae, la Fidae – scuole cattoliche dalle elementari alle superiori – la Foe (Federazione opere educative della Compagnia delle opere), le scuole salesiane e il Movimento degli studenti cattolici nei giorni scorsi avevano lanciato una petizione chiedendo al governo di «riparare il guasto prodotto da questo taglio di 133,4 milioni». Esprimevano il loro «grande stupore e rammarico» per il taglio che, scrivevano, «comporterà necessariamente per le scuole paritarie una situazione di grande sofferenza e difficoltà e, per alcune di esse, il rischio di eventuale chiusura delle attività didattiche con la conseguente impossibilità per quelle famiglie che ora le utilizzano di esercitare il loro diritto, previsto dalla Costituzione, che è di poter scegliere liberamente l’istruzione e l’educazione dei propri figli». Concludevano ringraziando Berlusconi «per l’attenzione che vorrà prestare a questa nostra lettera».

Detto fatto. Un emendamento al ddl di bilancio ripristina la quasi totalità dei fondi: 120 milioni sui 134 previsti dalla Finanziaria. Anche perché, a supporto delle scuole cattoliche, è intervenuta anche la Cei, che si è detta «consapevole del momento economico e sociale che il Paese sta attraversando» ma confida comunque «negli impegni che il Governo ha assunto pubblicamente». Insomma, il Paese va a rotoli, ma prendetevi cura del nostro orticello. L’avete promesso. Per questo il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas, ci tiene a dire ai vescovi che «possono stare tranquilli, possono dormire su quattro cuscini». 

Ci tiene a rimarcare l’incoerenza del governo su questo punto anche l’ex ministro dell’Istruzione, nonché responsabile Organizzazione del Pd, Giuseppe Fioroni: «Ci siamo abituati alle bugie del governo – diceva prima della presentazione dell’emendamento – Mi ostino però a credere che voglia, prima della fine dell’anno, ripristinare i 130 milioni di tagli alle suole paritarie, che sommati ad ulteriori accantonamenti, mette in discussione il diritto del 48% di bambini delle scuole dell’infanzia a poterne usufruire». Chiarisce il punto l’attuale ministro ombra all’Istruzione, Maria Pia Garavaglia: «Più del 50 per cento delle scuole materne sono paritarie, il che non significa – sostiene – che siano necessariamente cattoliche, ma è un servizio importante per le famiglie. Il presidente del Consiglio aveva detto che avrebbe ristabilito la cifra – conclude Garavaglia – non è stato ancora fatto, noi al Senato cercheremo di adoperarci perché questo avvenga». 

Il coordinatore di Sinistra democratica Caludio Fava definisce invece «strabico» il governo che «rimane sordo» alle proteste di centinaia di migliaia di persone e «basta un semplice comunicato della CEI e il governo si mette sull’attenti e ritrova i fondi per le scuole private. E’ serietà questa?»