SIT IN ANTIFASCISTA

È stato lanciato per martedì 10 febbraio, davanti al palazzo del Bo’, da un gruppo neofascista, un appuntamento in ricordo delle foibe e contro il comunismo. L’abbiamo già annunciato lo scorso anno, quando dichiarammo intollerabile che questi tristi personaggi facessero un dibattito pubblico nella nostra università con la presenza del leader forzanovista Fiore. Un dibattito rilanciato pochi giorni dopo l’aggressione squadrista portata da militanti neo-fascisti agli studenti dell’onda anomala romana in piazza Navona. Lo abbiamo annunciato l’anno scorso e lo ribadiamo oggi, noi i fascisti e razzisti nelle nostre università e nelle nostre città non li vogliamo. In una giornata dove si parlerà di una questione così complessa come quella delle foibe troviamo estremamente grave e intollerabile sentir parlare di genocidi e/o stragi proprio da chi rimpiange il ventennio, o ancor peggio, quotidianamente professa odio per il diverso, aggredisce migranti, ragazzi e ragazze (vedi Verona), fino a malmenare e uccidere soggetti ritenuti “diversi” dalla loro autoritaria, razzista, discriminatoria e sessista idea di “normalità”. La stessa idea di “normalità” che ha portato il sindaco Zanonato a fare di Padova il laboratorio securitario più razzista e reppressivo d’Italia. Non possiamo accettare la presenza di chi, usufruendo delle insicurezze causate dalla crisi strutturale che stiamo vivendo, si insinua non troppo velatamente nello spazio pubblico per fomentare sensazioni di diffidenza e odio nei confronti di soggetti etichettati come nemici dell’ordine sociale. Noi come studenti dell’università di Padova i fascisti di forza nuova non li vogliamo. Non li vogliamo ne dentro le nostre facoltà, tantomeno davanti a quello che nel corso delle mobilitazioni anti-gelmini/tremonti abbiamo definito il cuore della nostra università, dell’università medaglia d’oro alla resistenza, dell’università del rettore Concetto Marchesi, dell’università fatta da studenti e studentesse che rifiutano le logiche del fascismo e del razzismo e credono e costruiscono quotidianamente un università fatta di cooperazione ed integrazione, ritenendo queste fondamentali per la costituzione di quel sapere critico a cui aspiriamo e di cui siamo possessori. Già dallo scorso autunno nel corso delle mobilitazioni contro la legge 133, quando un gruppo organizzato di neofascisti ha aggredito il corteo dell’onda a piazza Navona a Roma, noi come studenti di Padova abbiamo preso posizione all’interno delle partecipatissime assemblee d’ateneo, abbiamo dichiarato che il movimento dell’onda padovano era ed è fortemente antirazzista, antifascista. L’abbiamo ricordato anche all’interno del primo incontro del nuovo anno, quando è stata annunciata la presentazione di liste legate a questi individui, alle prossime elezioni studentesche. L’abbiamo detto e lo ribadiamo, siamo studenti dell’onda anomala padovana, siamo quelli che da quest’autunno si stanno mobilitando per la costruzione di un’ università diversa, siamo studenti che questa crisi non la vogliono pagare, siamo studenti irrapresentabili e apartitici,ma siamo fortemente antirazzisti e antifascisti. Per questi motivi non permetteremo che a fascisti e razzisti venga concesso un terreno di visibilità e legittimazione politica e martedì mattina di fronte al palazzo del Bò saremo tutti lì, ad esprimere i nostri contenuti, quelli per cui lottiamo e ci mobilitiamo. Dobbiamo esserci NOI per mostrare e dimostrare che Padova e gli studenti della sua università sono un’altra cosa, sono un corpo fatto di differenze che mette a valore, perché viceversa non potrebbe funzionare, sono un corpo fatto di carne, passioni e desideri che non vuole comprimere, ma condividere. Sono un corpo che rifiuta i microbi, i parassiti, perché sa che per far vivere al meglio ogni sua singola parte questi li deve espellere! Appuntamento per tutti gli studenti e non, martedì alle ore 11.00 davanti al palazzo del Bo’, per un presidio vivo e comunicativo contro la presenza di vecchi e nuovi fascisti e per riempire quella piazza di chi veramente è il corpo vivo di questa città e di questa università

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