APPELLO DI SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI ANTI-FASCISTI

Oggi, 10 febbraio, studenti dell’Onda Anomala Padovana trovatisi a contestare l’iniziativa dei gruppi neo-fascisti, sono stati vittime di una repressione eccessiva e feroce da parte della polizia – una caccia all’uomo per le vie del centro cittadino – che si è conclusa con un fermo e diversi contusi. Le tensioni si sono manifestate fin dal principio dell’iniziativa, quando gli studenti si sono avvicinati ai cordoni delle forze dell’ordine che impedivano l’accesso al “Liston”. La richiesta avanzata era semplicemente di accedere al Palazzo Bo – sede storica della nostra Università, medaglia d’oro alla Resistenza – per impedire che il protagonismo di queste “forze” strumentalizzasse la commemorazione delle foibe. L’intento era di ricordare i principi che animano le nostre mobilitazioni e la nostra università, erede del Rettore Concetto Marchesi, composta da studenti e studentesse che costruiscono quotidianamente un’università fatta di cooperazione e integrazione; ma a quanto pare questo è sembrato illegittimo e pericoloso.

Hanno ritenuto più opportuno invece inseguire e picchiare gli studenti padovani, che vivono e attraversano la città e i suoi luoghi storici, concedendo al contrario visibilità e spazio d’espressione a gruppi di estrema destra che ogni giorno promuovono una visione d’odio e discriminazione, una morale di violenza praticata quotidianamente sui più deboli.

 

 

“Una nazione che non domandi al suo governo altro che il mantenimento dell’ordine, nel fondo del cuore è già schiava”.

 

Per questo chiediamo a tutti coloro che ritengono ignobili tali eventi di esprimere la loro solidarietà, firmando e pubblicizzando questo appello.

 

 

Studenti dell’Onda Anomala Padovana

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7 Risposte

  1. apprezzo molto la volontà di far partire un forum sulla costituzione. Ma proprio per questo onestamente non vi posso seguire se decidete di adeguarvi alle posizioni del collettivo di scipol ecc. Democrazia vuole essere uno spazio di espressione anche per le idee totalmente opposte alle nostre. Ciò che deve trionfare è la forza delle idee, non l’eliminazione dagli spazi pubblici di chi la pensa diversamente. Il giorno delle foibe, per controbattere a chi vuole fare della giornata del ricordo uno slogan “anticomunista” e “profascista”, era molto più utile far partire comunicati stampa, lettere, volantini, chiedendo al sindaco di non lasciare spazio a revisionismi vari ecc, piuttosto che la solita provocazione ai destrorsi, tra l’altro violenta (evitiamo di parlare di repressione dopo che si è deciso di manifestare in maniera tutt’altro che pacifica). Mi dispiace, ma se poi solidarizzare vuol dire dare ragione a chi ha per l’ennesima volta insozzato il liviano (che come sempre andrà ripulito con i SOLDI DI TUTTI), con scritte vergognose: 10-100 1000 foibe, non ci sto…e credo di non essere l’unico…

  2. si, è ignobile come da anni la commemorazione delle foibe venga strumentalizzata per cercare di tirar fuori dall’inferno l’ideologia nazi-fascista, l’atteggiamento delle forze dell’ordine è di difesa del diritto democratico di manifestare..certo fa sorridere e soprattuto incazzare che i gruppi di estrema destra, che niente hanno a che vedere coi concetti di pace e giustizia e di democrazia, si sentano in dovere di manifestare. Probabilmente tra il picchiare un albanese, rincorrere un marocchino e scontrarsi allo stadio avanza un pò di tempo per commemorare le foibe!! Parassiti e per giunta velleitari

  3. Siete funzionali alla repressione e fondamentalmente inutili. Settari, separati dal resto della società civile, siete l’ennesima espressione della miseria che permea l’ambiente studentesco. Buona discesa nel dimenticatoio.

  4. Non voglio entrare nello specifico di quello che è successo il 10 febbraio, perchè la situazione è stata complessa e le responsabilità non stanno di certo da una sola parte. Credo anche che la nostra mobilitazione (quella di LETTERE E FILOSOFIA!!!!) abbia un carattere composito e tutt’altro che chiuso e settario. Nelle assemblee di facoltà tutti possono prendere parola e più volte abbiamo invitato chiunque a partecipare, proprio perchè consapevoli del fatto che il dialogo anche acceso non è un problema, semmai è una ricchezza.
    Detto questo non posso che sottolineare che questo blog è un filtro delle informazioni che vengono inviate dai mobilitati della nostra facoltà. Di tutti i tipi. Che possono o no essere d’accordo con un certo tipo di azione. Che possono parteciparvi o no. Che possono dissentire apertamente e liberamente nelle assemblee. Che capiscono che il modo migliore per portare avanti le proprie convinzioni è partecipare ed esprimere i loro dissensi.
    Per questo mi sento vivamente chiunque abbia da dissentire rispetto a quello che viene prodotto nella mobilitazione della nostra facoltà a venire nelle assemblee e a partecipare.
    La prossima è il 23 Febbraio alle 15 in vetrina.

  5. Non è vero che c’è pluralità di opinioni e di espressione, e questo lo sa chiunque sia venuto a fare un giro alle assemblee di facoltà e di ateneo negli ultimi mesi. Da quando il Collettivo di Scienze Politiche e il Centro Sociale Pedro sono stati sdoganati e accettati come capi della mobilitazione, il 99% degli studenti se ne sono andati. Questo è successo in molte le facoltà. Per quel che riguarda i METODI, il 10 sono stati usati quelli di Collettivo e del CSO (fumogeni, petardi si vedono nel video. Cazzo ci facevate con fumogeni e petardi?). Per quel che riguarda gli OBIETTIVI: ????. A meno che i obiettivi non fossero quelli di:
    farsi massacrare sui giornali del giorno dopo
    creare una situazione talmente confusa da rendere impossibile a chiunque difendervi
    perdere tutto il credito accumulato quest’autunno di fronte all’opinione pubblica
    dare diritto di parola a quel verme di Caratossidis (che infatti ha potuto fare interviste e rilasciare dichiarazioni il giorno dopo, dicendo che gli studenti sono ignoranti) e dargli ancora più legittimità di quella che non gli aveva già concesso il prefetto
    ah, e chiudere con un bell’esercizio di bomboletta sui muri del Liviano
    Se gli obiettivi erano questi complimenti, li avete raggiunti benissimo. Ascoltare la base è un vecchio adagio che dovreste prendere più sul serio. Oppure continuate così e buona marginalizzazione a tutti.

  6. Quoto in tutto e per tutto l’intervento di Alessandro, ha espresso buona parte delle cose che volevo scrivere nel mio intervento. Vorremmo tutti un paese civile, comportiamoci civilmente. A me da fastidio anche semplicemente che un gruppo chiaramente neo-fascista esista, nel nostro stato. Molte cose non dovrebbero succedere, ma purtroppo dai Costituenti non abbiamo imparato un fico secco. Il passato non ci ha insegnato molto, povera Italia. Questo però non giustifica la volontà di linciare la possibilità di parola a qualcuno. Nessuno deve arrogarsi la posizione di giudice. Nel post del blog scrivete “…per impedire che il protagonismo di queste “forze” strumentalizzasse la commemorazione delle foibe. ”

    “Impedire.”

    Come? A slogan urlati? Sputi? Pugni?
    Tiriamoci su le maniche e cerchiamo di Dimostrare attraverso il sapere e l’esempio che certi comportamenti sono sbagliati. Non abbassiamoci a certi livelli comuni a tutti gli estremismi.

  7. Sui fatti del 10 si può (e si deve) discutere quanto si vuole. è stata una situazione molto tesa, una trappola in cui era facile cadere, sopratutto se si scopre che c’è una manifestazione neofascista solo quattro giorni prima.
    Sul fatto che invece nella nostra assemblea non si possa parlare e che sia in mano al collettivo o al pedro non posso non rispondere.
    è un’accusa falsa e infamante, perchè io in prima persona mi sono fatto garante della libertà di tutti di partecipare (entro certi limiti come l’antifascismo).
    Chi critica dovrebbe avere le palle di farlo in assemblea. Lunedì ripartiamo con la voglia di allargare la partecipazione degli studenti. Vi aspettiamo tutti, con la volontà di ascoltare ogni critica.
    Chi invece preferisce restare nella sua stanzetta a guardare come vanno male le cose e a non fare una mazza, lo faccia pure. Ma almeno non rompa le palle.
    Nicola

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