Saperi & Immaginari

Ciclo di incontri di autoformazione su saperi e immaginari: riflessioni preliminari

Nei mesi di ottobre e novembre, un’onda scuote l’Italia: centinaia di migliaia di persone si mobilitano in difesa del mondo della formazione, decine di università e scuole superiori vengono occupate, perfino i genitori scendono in piazza a fianco dei loro figli contro l’ultimo inaccettabile attacco alla scuola pubblica. In continue e affollatissime assemblee il movimento prende coscienza di se stesso e comincia a interrogarsi e a interrogare la società stessa sulle contraddizioni che la muovono. Di contro le istituzioni non accolgono nessuna delle richieste avanzate dal movimento e mantengono il loro atteggiamento di totale chiusura servendosi del monolitico discorso mediatico, che fornisce la legittimazione alla militarizzazione e alla repressione di qualsiasi forma di dissenso.

È in questo contesto che, come studenti di lettere in mobilitazione, abbiamo cominciato ad interrogarci su quale ruolo la letteratura possa ricoprire oggi, o meglio, su come la letteratura, con la sua forza mitopoietica(cioè la sua capacità di creare storie), possa oggi fornirci gli strumenti per una comprensione critica della realtà e al contempo farsi creatrice di immaginari alternativi, di altrove possibili.

Ogni giorno giornali e televisioni creano storie, ponendosi a intermediari tra noi e la realtà.

Ogni giorno giornali e televisioni creano un immaginario che rischiamo di subire, un immaginario che inevitabilmente e subconsciamente modifica il nostro modo di agire, capire, leggere e definire la realtà.

L’unica alternativa per non subire una storia è raccontare altre storie.” E raccontarle da punti di vista diversi.

Con queste parole si chiude uno dei saggi dei Wu Ming sulla nuova epica italiana, saggi che abbiamo accolto con entusiasmo perché, nutrendo una rinnovata fiducia nell’arte del narrare e dello scrivere, sono i primi a problematizzare oggi una possibile nuova etica nel mestiere dello scrivere, visto come pratica di resistenza di fronte ad un pensiero unico sempre più ingombrante e asfissiante. A partire da questo contributo abbiamo deciso di aprire un dibattito con gli scrittori stessi.

“È importante notare che la lotta per la sopravvivenza non è realmente separabile dalla vita culturale della fantasia. Fa parte di
essa. La fantasia è ciò che ci consente di immaginare noi stessi
e gli altri in maniera diversa. Essa fa sì che il possibile ecceda
il reale, indicandoci un altrove e, qualora sia incarnato, conduce
l’altrove a casa” (Judith Butler 2006).

Martedì alle 18 in aula vetrina si terrà un incontro per costurire il ciclo di seminari: definiremo gli autori da invitare, stabilendo bbliografia di riferimento e periodo di sviluppo del ciclo.

Si invitano tutti gli studenti interessati.

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