G14 sul Lavoro: l’Onda non si ferma!

manifesto28Da mesi la crisi economica imperversa nei dibattiti pubblici. Ormai non è solo una tempesta in arrivo: le conseguenze materiali sono reali e concrete. In Europa negli ultimi mesi hanno perso il lavoro oltre 600.000 persone e le previsioni parlano di un livello di disoccupazione che aumenterà durante tutto il 2009. Per quanto riguarda l’Italia, le statistiche parlano di 70.000 precari che ogni mese non vedranno rinnovato il loro contratto e rimarranno dunque senza nessuna forma di sostentamento. Per non parlare delle decine di migliaia di piccole aziende a conduzione familiare destinate al fallimento. Gli effetti della crisi sono resi ancora più drammatici dalla condizione in cui versano lavoratori, precari e disoccupati oggi, dopo anni di politiche liberiste: perdita di potere d’acquisto dei salari, insufficienza degli ammortizzatori sociali, progressiva espansione delle forme contrattuali precarie ed “atipiche”, assenza di forme di reddito garantito. La crisi economica sta determinando le scelte politiche dei governi, i quali continuano a sostenere i responsabili di questa crisi scaricando i costi su chi non l ha prodotto e al contrario la sta maggiormente subendo: lavoratori, migranti,  studenti.
In Italia è evidente l’accelerazione delle politiche autoritarie, repressive e di attacco ai diritti di lavoratori e precari da parte del Governo e di Confindustria: attacco al diritto di sciopero e al contratto collettivo; “pacchetti sicurezza” che individuano i migranti come soggetti da emarginare ed espellere, incentivando così sentimenti xenofobi e nazionalisti; protocolli che restringono gli spazi di dissenso e di manifestazione, tutto ciò affiancato da repressione nelle piazze e criminalizzazione dei conflitti. L applicazione del protocollo anti-cortei a Roma l abbiamo vista in opera sui nostri corpi il 18 marzo, quando la polizia ha caricato brutalmente gli studenti che volevano uscire dall università in corteo per riprendersi la citta.
Il Governo, dopo aver ordinato le cariche, ha tentato di imporre un nuovo ordine del discorso, attraverso le dichiarazioni del Ministro Brunetta, che ha definito gli studenti “guerriglieri”. Se il governo utilizza un linguaggio militarista, lo fa per trascinarci su un piano di criminalizzazione e di controllo ma noi non ci faremo dividere tra buoni e cattivi: se il governo sperimenta nuove forme di controllo, noi continueremo a sperimentare nuove forme di resistenza collettiva.

Il 29 Marzo a Roma si apre il G14 fra i ministri del Lavoro e delle politiche sociali, che discuteranno le linee-guida di gestione della crisi. E decisivo tornare in piazza sabato 28 marzo, non solo per riaffermare la legittimita delle nostre pratiche di sciopero selvaggio, ma per costruire un discorso innovativo  su come affrontare la crisi, rivendicando reddito, nuovi diritti e un nuovo welfare. Il nostro paese inoltre sconta un arretratezza drammatica rispetto agli altri paesi europei nelle politiche di risposta alla crisi e rispetto alle forme di sostegno alla precarietà e ai giovani. Come studenti e studentesse pensiamo che i costi della crisi non debbano essere fatti pagare alla Scuola, all’Università e alla Ricerca pubblica, come avviene sistematicamente da anni con i progressivi tagli dei finanziamenti.

Per questo è stato convocato uno spezzone autonomo che parta da piazzale  aldo moro e che raggiunga in corteo la manifestazione dei sindacati di base a piazza Esedra. Invitiamo a partecipare tutti gli studenti delle scuole, delle altre universitä di Roma e d Italia, per costruire assieme uno spazio attraversabile da tutti i lavoratori, i precari, i migranti, le donne, e tutti quei soggetti irrappresentabili che continuano a dire “Noi La Crisi Non La Paghiamo”. Uno spezzone che attraversi la manifestazione dei sindacati di base, e che oltre a rifiutare le politiche del Governo ed i costi della crisi, rivendichi e pratichi il diritto a manifestare, liberi da vincoli, restrizioni e protocolli.

Partenza da Padova – Autobus Sabato mattina ore 6:00

Appuntamento a Roma ore 14:00 Piazzale Aldo Moro – Università “La Sapienza”

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