Louvain – contro il “processo di Bologna” scontri e arresti

Dal sito di Uniriot.org:

louvain“Nonostante il silenziatore mediatico messo alle proteste del vertice ministeriale che si va a concludere quest’oggi in Belgio, la giornata di ieri si è andata poi a caratterizzare con la determinazione degli studenti e delle studentesse nel non accettare zone rosse per l’esplicitazione del dissenso contro il processo di Bologna e il pacchetto di riforme forgiato dai governi europei in quest’ultimo decennio.

In coda alla manifestazione di ieri vi è stato il tentativo di assediare la zona rossa, nell’assedio al vertice dei ministri europei. Sono state compiute diverse deviazioni ne corteo studentesco, le quali hanno visto avanzare gli studenti e le studentesse contro un ingente schieramento di forze dell’ordine. Al lancio di lacrimogeni della polizia si è risposto con la creazione di barricate volte a mantenere le posizioni conquistate con l’avanzare del corteo. Gli studenti sono rimasti compatti nonostante l’avvicinarsi e il proceder degli idranti delle forze dell’ordine, interessate a sgomberare e far sciogliere la manifestazione. La polizia ha poi caricato, facendo una decina di fermi, dei quali 5 sono stati tramutati in arresti.
Nel pomeriggio, sempre di ieri, molti studenti si sono spostati a Bruxelles, dove si è svolto il corteo dei sindacati studenteschi, provvisto di contenuti estremamente più compatibili e docili nei confronti del processo di Bologna e delle riforme in atto. I manifestanti arrivati da Louvain si sono uniti alla manifestazione per contestarla, ed in coda a questa vi sono riusciti, aprendo lo striscione ma soprattutto prendendo dal palco dei sindacati parola contro il processo di Bologna e la compatibilità dei sindacati nei confronti di direttive sussunte al mercato date dall’Europa in materia di formazione e sapere.
louvain21
Infine questa mattina si va a concludere la settimana di contestazione in una cittadina vicino a Louvain con la pratica dei blocchi lungo le strade principali che portano al rettorato dove si svolge la seconda parte del vertice.”

Annunci

CinEforum

CINEFORUM LETTERE

Questa serie di proiezioni, nata nello e dallo spirito delle mobilitazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia, si propone una cursoria disamina di come il mondo del lavoro è stato visto dalla particolarissima prospettiva offerta dal medium cinematografico. Il rapporto fra cinema e lavoro è stato sempre intenso, da Tempi moderni in poi (ma se vogliamo già da L’uscita dalle industrie Lumière di Lyon…), quindi, dovendo scegliere, si sono privilegiati, dopo la serata di apertura in cui ammirare La classe operaia va in paradiso, grande film politico italiano con un magnifico Volontè, film recenti o recentissimi, per lo più poco noti ma tutti opera di grandi registi protagonisti dei Festival internazionali. Ogni serata sarà dedicata ad un tema fra i più attuali riguardanti il mercato del lavoro di oggi: crisi, sicurezza, precariato, a sottolineare l’urgenza concreta dei problemi trattati e la passione critica che il grande cinema riesce sempre ad esprimere.

INIZIO PROIEZIONI: ORE 21, AULA VETRINA (VIA PATRIARCATO)

30 aprile
SERATA DI APERTURA: UNO SGUARDO RETROSPETTIVO

Aperitivo + La classe operaia va in paradiso (E. Petri, 1972, 125′)

7 maggio
LA CRISI (E CHI LA PAGA)

Roger and me (R. Moore, 1989, 87′)

14maggio
LAVORO E SICUREZZA

Paul, Mick e gli altri (K. Loach, 2001, 96′)

21maggio
PRECARIETÀ E NUOVI SFRUTTAMENTI

Cover Boy (C. Amoroso, 2006, 97′) + Parole sante (A. Celestini, 2007, 75′)

28maggio
IL LATO GROTTESCO DEL CAPITALE

Il grande capo (L. von Trier, 2006, 99′)

4giugno
VIA D’USCITA (?)

The Take – La Presa (A. Lewis, 2004, 87′)

Chiediamo crediti

Oggi 28 aprile, in occaisone del consiglio di facoltà abbiamo presentato e distribuito a tutti i membri del consiglio il seguente documento, con la speranza, come si legge qui sotto, di avere riconoscimenti e crediti per le nostre attività.

Documento al consiglio di facoltà

Come studenti della Facoltà in mobilitazione da ottobre contro i tagli delle riforma Gelmini-Tremonti, consapevoli di essere soggetti attivi all’interno dell’Università, abbiamo cominciato a creare percorsi di riflessione in grado, anche autonomamente, di produrre un’attività formativa che vada a integrare l’offerta della didattica con il nostro modo di vivere il presente, analizzando temi da noi scelti e problematiche da noi riscontrate.

Autoformazione quindi, come possibilità di integrazione delle attività didattiche, come spazio per ricreare il rapporto dialogico tra chi sa e chi impara, in un ambiente, quello universitario, dove siamo tutti lavoratori della conoscenza e quindi tutti in grado di creare pensiero e di metterlo a confronto.

Abbiamo costruito all’interno della Facoltà dei percorsi di ragionamento, in forma di incontri seminariali, volti ad una comprensione critica del reale.

Il primo ciclo di seminari da noi organizzato in collaborazione con i ragazzi della Facoltà di Scienze Politiche, “Ai confini della costituzione”, ha visto come protagonista dei nostri dibattiti l’analisi della carta costituente nei suoi nodi più attuali (lavoro, Europa, immigrazione, crisi della democrazia),

A questi seminari hanno partecipato importanti ospiti da diversi atenei d’Italia con cotributi di grande valore culturale e scientifico.

Il secondo ciclo di seminari di autoformazione “Immaginari, realtà, letteratura”, incentrato sul rapporto tra gli immaginari letterari e la realtà e partito dalla convinzione che conoscere i processi creativi degli immaginari letterari possa aiutarci a discernere i processi che stanno alla base della creazione degli immaginari mainstream, creati dai dispositivi di potere, ha come sviluppo incontri con scrittori contemporanei (Wu Ming, Dazieri, Biondillo) sulle tematiche della responsabilità e del ruolo dello scrivere oggi.

Sia nel primo caso che nel secondo, l’ambiente creato non vuole essere una lezione frontale con un ospite o un docente, ma una riflessione di gruppo costruita in cooperazione tra le questioni da noi sollevate e l’esperienza dei relatori.

Entrambi i cicli saranno la base di altri percosi che si snoderanno anche nel cosro dei prossimi anni.

In aggiunta sempre per l’anno venturo, proporremo un ciclo  di incontri sui concetti di meritocrazia e produttività nel sistema universitario.

Convinti della valenza formativa dei percorsi e del saperla dimostrare, chiediamo al Consiglio di Facoltà che si avvii una procedura per il riconoscimento di crediti  “formativi” per la realizzazione dei progetti autogestiti dagli studenti, come avviene per i seminari organizzati dai docenti all’interno della Facoltà, e come avviene in altri Atenei in Italia (Roma, Bologna).

Lavorando quindi all’interno della facoltà si è palesata la necessità di uno spazio fisico a contenitore dei nostri progetti.

Lo spazio dell’aula “vetrina” non è più uno spazio neutro: da mesi ormai lo stiamo facendo vivere riempiendolo di contenuti e facendolo diventare il punto di riferimento della mobilitazione a lettere.

In questi mesi abbiamo utilizzato l’aula sempre in accordo con chi ne usufruisce giornalmente per le attività di studio senza creare disagio, dimostrando di saperla gestire.

Chiediamo quindi al Consiglio la cogestione assieme alla Facoltà dell’aula “vetrina” per il prosieguo delle attività autogestite -cineforum e dibattiti- che stiamo portando avanti da ottobre.

Mobilitazione lettere

Onda anomala

logosunipd.wordpress.com

Contro l’insostenibile G8 dell’Università

adesivo_per_volantini_g8Sicuramente il G8 che si terrà a Torino a maggio sarà argomento di discussione nelle prossime assemblee (di Facoltà e di Ateneo), quindi, per stimolare una riflessione a tal riguardo, riporto un ulteriore appello dell’Onda anomala Torino.

“CONTRO L’INSOSTENIBILE G8 DELL’UNIVERSITA’

Il 17 18 e 19 maggio si terrà a Torino il G8 University Summit, a cui parteciperanno i rettori ed i presidenti degli atenei degli stati membri del G8, insieme a quelli di molti altri paesi del mondo.
L’incontro, promosso dalla CRUI, si propone come interlocutore diretto dei capi di governo e di stato che si riunirà in Sardegna (o probabilmente a L’Aquila) quest’estate ed ha l’obiettivo di consigliare i “grandi del mondo” sui problemi dell’umanità e del pianeta, confidando sul presunto carattere “neutrale e oggettivo” del sapere prodotto dalle università.
Sappiamo tutti come il G8 abbia rappresentato nel corso dei decenni un’istituzione cardine dell’ordine neoliberista oggi evidentemente in crisi. Non ci sembra quindi credibile che a proporre soluzioni per arginare gli effetti della crisi in atto siano gli stessi soggetti che l’hanno prodotta e a doverne subire i costi sociali ed economici, sempre più insostenibili, siano invece proprio coloro (studenti, lavoratori, movimenti in difesa del territorio e dei beni comuni) che restano esclusi dai processi decisionali.
Il G8 universitario si presenta come diretto interlocutore dei capi di governo e di stato, mirando ad affermare un modello di università che risponde a specifiche esigenze di mercato e di profitto. L’ottica oramai consolidata, avviata già dal processo di Bologna, è quella che seleziona nell’offerta didattica solamente i saperi spendibili dalle imprese; ne è diretta conseguenza un impoverimento della formazione e della ricerca a discapito di chi attraversa l’università.
E’ la stessa forma di mercificazione che si applica a tutti i “beni comuni”, dal territorio ai servizi, la stessa espropriazione che l’attuale modello di sviluppo continua a perpetrare imponendo privatizzazioni e grandi opere ai danni di chi realmente produce la ricchezza sociale.
La critica ai processi di trasformazione che investono l’università vuole partire da un discorso sulla crisi globale considerando come i governi ne scarichino le responsabilità dirottando gli effetti. Crediamo che questa critica riguardi tutti coloro che pagano i costi di questa crisi e non si riconoscono negli interessi dei suoi responsabili.
Con questo appello vi invitiamo a partecipare alla tre giorni di mobilitazione, che culminerà il 19 maggio in una manifestazione nazionale che, come studenti dell’Onda, stiamo costruendo assieme a tutte le realtà dell’università, della scuola, del mondo del lavoro ed a chi, come i No Tav, i No dal Molin e il movimento antinucleare, difende il proprio territorio dalle nocività.
CONTRO IL G8 DELL’UNIVERSITA’,
L’ONDA NON VI SOSTIENE, VI TRAVOLGE!”
g8_university_summit

Assemblea lunedì 27

L’assemblea di gestione Vetrina di lunedì 27 è posticipata di un’ora: ci vediamo alle ore 18.00!!

Ci troviamo per:

– organizzare e raccogliere idee sull’Università Aperta di Fine Maggio.

– organizzare gli incontri di autoformazione su meritocrazia.

– chiarire il discorso sulla “borsa di studio” per una pubblicazione collettiva dell’onda.

Univeristà virtuosa? Crediti all’autoformazione!

Precisando che il possibile percoso della nostra Facoltà per il riconoscimento di crediti è in fase di primo avviamento, uno sguardo a cosa succede a Scienze Politche.autoffffff


Soldi e Crediti per l’Autoformazione

Mercoledì 22 aprile 2009: Dopo le numerose richieste all’interno degli organi decisionali, di fronte al secco rifiuto da parte di questi ultimi di riconoscere crediti ai seminari autorganizzati, gli studenti della Facoltà di Scienze Politiche hanno scelto la giornata di oggi come momento di lancio di una campagna per l’attribuzione di crediti alle attività di autofomazione. Ed è così che oggi i freddi e bui corridoi della facoltà sono tornati a vivere, grazie alla presenza degli studenti che hanno messo in mostra gli incontri e i cicli seminariali organizzati negli ultimi anni e la fantastica mobilitazione di questo autunno. Nel pomeriggio è stato deciso di portare la voce dell’Onda direttamente al Consiglio di Facoltà dove, dopo aver “accolto” docenti, ricercatori e personale tecnico e amministrativo con un presidio e lo striscione “Univesrità virtuosa? Crediti all’Autoformazione!”, è stato letto un comunicato per ribadire che quella sui crediti è una battaglia a cui gli studenti non possono rinunciare. Questo percorso è parte di quel progetto di autoriforma che l’Onda si è data e questo è solo l’inizio!

Di seguito il comunicato letto al Consiglio di Facoltà e distribuito agli studenti:

A SCIENZE POLITICHE NON SI RESPIRA…VOGLIAMO ARIA NUOVA!

SOLDI E CREDITI PER L’AUTOFORMAZIONE!

Sono anni ormai che nella nostra facoltà non si respira. Giornate asettiche, giornate senza un obbiettivo, lezione su lezione, esame su esame, senza mai fermarsi un secondo, senza mai avere il tempo per ragionare sulla realtà che ci circonda , senza mai riuscire ad immaginare un presente diverso.


Ed è proprio dal rifiuto di questo stato di cose che l’onda anomala, quel grande movimento che ha sconvolto e rinnovato il dibattito pubblico e politico negli ultimi mesi, ha mosso i primi passi.

Ed è da questo rifiuto e dalla certezza invece che l’università debba fornirci gli strumenti per analizzare il nostro presente per trasformarlo, che nasce la richiesta di vedersi riconoscere quei percorsi autogestiti dagli studenti che promuovono e propongono un modo diverso di attraversare il nostro percorso universitario.

Siamo convinti che un’altra università possa essere costruita solo a partire dalla parte viva delle università, da quel corpo studentesco che in questi ultimi mesi ha ripreso la parola, ed è da questa proposta che nasce e si struttura la richiesta di crediti per i seminari autogestiti che gli studenti continuano a proporre incessantemente, costruendo così quel progetto di autoriforma che appare come unica alternativa possibile per chi sogna un’università diversa, un’università del comune in cui il sapere viene definito come un bene universale al servizio della trasformazione della realtà in cui viviamo, una realtà che ci parla continuamente di silenzi e omologazione, di razzismo e imposizioni, di guerre e guadagni.

Ma questo progetto, che ricolloca gli studenti a protagonisti della propria vita, crea non pochi problemi e, nella nostra facoltà, questa situazione si palesa, senza mediazioni, in tutti quei momenti decisionali ( Consigli di facoltà- Consigli di presidenza) in cui alle richieste degli studenti di vedersi riconoscere proprio la costruzione di un’università diversa, vengono posti infiniti ostacoli e, di fatto, viene negata anche solo la possibilità di immaginarsi una possibile trasformazione.

Ultimo caso Lunedì. Consiglio di presidenza. Quando uno studente riscontra che tutte le necessità formali per poter ottenere dei crediti per i seminari autogestiti sono soddisfatte, la risposta rimane sempre la stessa: a scienze politiche a Padova questo non è possibile, senza una spiegazione reale, senza neanche un cavillo burocratico da ostacolo, un no che puzza proprio di imposizione.

Eppure non stiamo chiedendo qualcosa di assurdo. La nostra richiesta è qualcosa che esiste già, pressoché in tutti gli atenei del paese. Roma, Milano, Bologna, Pisa, Firenze, Napoli, Torino sono solo alcuni esempi di atenei in cui la creditizzazione per le attività organizzate dagli studenti sono già una realtà. E allora viene da chiedersi: perché qui no? Perché a scienze politiche, la facoltà in cui la discussione e l’approfondimento dovrebbe essere il cuore del percorso formativo, viene negata anche solo la possibilità di vedersi riconoscere la strutturazione di un ragionamento critico su un qualsiasi argomento?

Evidentemente abbiamo toccato il nocciolo della questione. Evidentemente hanno paura che i loro freddi palazzi in cui si rinchiudono a prendere le decisioni vengano investiti da un’aria nuova, un’aria in cui gli studenti si riprendono spazi, tempi e saperi che finora sono stati a loro imposti.

E allora oggi noi siamo qui per comunicare a tutti che l’onda anomala di scienze politiche si è rimessa in moto, ha ricominciato a muoversi , e grazie alla forza e all’intelligenza dei suoi discorsi , ricomincerà a costruire l’università che vogliamo, l’università in cui gli studenti riconquistano il loro presente, per potersi immaginare un futuro possibile fatto di cooperazione e di conflitto, in cui gli studenti diventino ancora protagonisti

E a loro, che oggi sono chiusi nel loro teatro a decidere sulle nostre teste, diciamo che da qui in avanti, gli studenti non rimarranno più impassibili di fronte a imposizioni di ogni sorta, e riconquisteranno passo dopo passo la loro università, a partire proprio dai crediti e dai finanziamenti per i percorsi di autoformazione.

ONDA ANOMALA SCIENZE POLITICHE

Azione dell’Onda palermitana contro il G8 University Students’ Summit

Dal sito di Uniriot:

Striscione calato dall'Onda Anomala Palermo

Striscione calato dall'Onda Anomala Palermo

“Ieri 21 aprile prima azione dell’Onda Anomala di Palermo in vista del G8 University Students’ Summit previsto in città l’8 e il 9 maggio : in molte facoltà (Lettere e Filosofia, Ingegneria, Architettura, Scienze della Formazione, Scienze Politiche, Scienze Motorie, Scienze Nn Mm Ff; Scienze della Formazione, Medicina) dell’Ateneo palermitano e in diverse scuole superiori (Liceo Umberto I, Liceo Vittorio Emanuele II, Liceo Garibaldi, Liceo Cannizzaro, Liceo Galilei, Liceo Einstein, Liceo Almeyda) sono apparsi diversi striscioni recanti il seguente testo: “8 maggio – Palermo, contro l’insostenibile G8 dell’università, l’Onda vi travolgerà”.

Inoltre l’iniziativa è stata replicata in altri Atenei nel Mezzogiorno quali Reggio Calabria e Cosenza. Gli studenti dell’Onda palermitana contro il G8 hanno infatti indetto una giornata di mobilitazione per venerdì 8 maggio, giornata di apertura del Summit , per una contestazione che, partendo dalla nostra città, arriverà fino al G8 dei Rettori di Torino previsto dal 17 al 19 maggio.Gli studenti e le studentesse, a Palermo come a Torino, hanno voluto definire questo vertice “insostenibile” in quanto il rifiuto e la protesta saranno rivolti contro il tema centrale nei due incontri , la “sostenibilità ambientale e sociale”, ma anche perché riteniamo inaccettabile le modalità di organizzazione dell’iniziativa, la concezione dei rapporti tra mondo accademico e dinamiche sociali e il potere politico ed economico che il vertice rappresenta, la funzione di rappresentanza studentesca che ne sta alla base e ovviamente un interlocutore, l’istituzione G8, che non ci stancheremo mai di rifiutare . Scenderemo in piazza per ribadire, ancora una volta se necessario, che Palermo non gradisce la presenza della Gelmini e di tutti coloro che vogliono distruggere la formazione pubblica a livello globale.

Quella di ieri è quindi solo la prima di una serie di tappe di avvicinamento alla data ‘8 maggio,; avvicinamento che vedrà l’onda palermitana impegnata in azioni ed iniziative che evidenziano “l’insostenibilità” di questa università. Prossimo appuntamento il 27 aprile nella Facoltà di lettere e Filosofia, per l’assemblea dell’Onda Anomala di Palermo contro il G8.”