+1,37%

Questo, dall’anno prossimo, l’aumento di fondi per la virtuosa Università di Padova. 4 milioni di euro. Come da tabella.

Altri (per esempio La Sapienza) non hanno passato l’anno.

Revocato il carcere per i ragazzi dell’Onda

Dal sito de Il Manifesto:

“Il Tribunale del riesame di Torino ha depositato questa mattina l’ordinanza che revoca il carcere per tutti gli studenti detenuti nell’ambito dell’operazione “Rewind” ordinata dal procuratore Caselli contro il movimento dell’Onda. Per due studenti di Torino vengono ordinati gli arresti domiciliari, per alcuni l’obbligo di firma e per altri l’obbligo di dimora. Evidentemente la requisitoria del pm Sparagna non ha convinto il tribunale del riesame. La straordinaria mobilitazione dell’Onda nei giorni scorsi è stata la risposta piu efficace al tentativo di criminalizzazione del movimento”.

Petizione in solidarietà degli studenti arrestati

Copio e incollo l’appello in solidarietà degli studenti arrestati il 6 luglio, con relativo link per l’adesione. Conscia del fatto che si dovrebbe discutere e ragionare su ciò che è accaduto, vi invito comunque a leggere le righe qui sotto e riflettere due secondi (credo che siano sufficienti); la sproporzione tra i reati ipotizzati e le misure “cautelari” intraprese non fa venire i brividi anche a voi?

Sperando di avere il tempo, in futuro, di parlarne tra noi, vi invito a firmare.


L’Onda perfetta non si arresta!
Appello in solidarietà degli studenti arrestati il 6 luglio

Nella notte tra il 5 e il 6 luglio una spropositata operazione di polizia ha portato all’arresto di 21 studenti dell’Onda Anomala. Ciò che viene loro imputato è di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio a Torino contro il G8 University Summit. In quella giornata più di diecimila studenti, dottorandi e precari dell’università hanno preso parola pubblica con un grande corteo, per esprimere – ancora una volta, dopo le mobilitazioni dell’autunno – la propria indisponibilità al processo di dismissione dell’università pubblica.
I capi di imputazione non sono solitamente passibili di custodia cautelare a quasi due mesi dai fatti: vi è quindi un’evidente sproporzione tra i reati ipotizzati e l’utilizzo di uno strumento giuridico di una certa gravità. Tale sproporzione rischia di far venire meno i principi di garanzia democratica, che dovrebbero invece essere riaffermati. I ventuno arrestati – quindici dei quali in prigione, e i restanti sei agli arresti domiciliari – sono giovani studenti, la quasi totalità dei quali incensurati.
Esprimiamo la nostra indignazione per la sproporzione di questo atto nei confronti di chi ha semplicemente manifestato il proprio dissenso. Soprattutto in un momento in cui giovani studenti e ricercatori sono sempre più preoccupati per la mancanza di garanzie sul loro futuro e per l’incerto destino dell’università pubblica.
Riteniamo doveroso affermare che siamo dalla parte della libertà di pensiero e della libertà di manifestazione del dissenso, così come riteniamo inaccettabile trattare ogni protesta come un mero problema di ordine pubblico. Vogliamo affermare, ancora una volta, che l’università è uno spazio di libertà, di confronto e di produzione del sapere, che non può assecondare la cecità di chi crede che tramite degli arresti si possano sciogliere le contraddizioni e i problemi dell’università pubblica.

Per aderire: www.petitiononline.com

NOI NON ABBIAMO PAURA!

All’alba di oggi, su ordinanza della Procura di Torino, in merito ad un’inchiesta sui fatti riguardanti le contestazioni al G8 dell’università, sono state effettuate numerose perquisizioni ed arresti in tutta Italia.

La Digos di Padova, affiancata da un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa, ha fatto irruzione allo Sherwood Festival intorno alle 6 del mattino, sfondando uno dei cancelli che accedono all’area del parcheggio Nord dello stadio, e in diverse abitazioni di attivisti. Si contano 3 arresti cautelativi, tra cui i nomi di ragazzi fino ad ora incensurati.

Appare chiaro che l’intento di questa bieca operazione non è altro che reprimere e terrorizzare quelle forza di movimento che per un anno hanno saputo attraversare l’Italia con le proprie rivendicazioni e le proprie idee, in vista di un G8 in cui l’Italia non può che apparire in mutande. Non si punisce l’eversione, la pericolosità paventata a gran voce, giacché i capi di imputazione sono quantomeno irrisori a fronte delle energie dispiegate dalle forze dell’ordine, a fronte della realtà di quel giorno, quello che questo governo vuole è lanciare un avvertimento mafioso e da regime.

Si vuole reprimere perché si ha paura, perché questo movimento ha saputo toccare i gangli scoperti di un sistema debole e meschino, che tra scandali e gossip dimostra di non aver la minima idea di come uscire da una crisi che noi ci rifiutiamo di pagare.

Si vuole punire pratiche come l’autoformazione, l’autoriforma, la lotta alla precarietà, si vuole attaccare chi lotta per riconquistare spazi di libertà e di vita, chi rivendica il diritto di dissentire e chi vuole veder realizzato quello spazio del comune in grado di garantire tutto questo. Ci vogliono terrorizzati e succubi, ma non sarà così!

La reazione degli studenti non si è fatta attendere, questo indegno tentativo di impaurirci non ha avuto effetto, i rettorati di Venezia e Roma sono stati prontamente occupati dall’Onda, mentre in molte altre città sono state lanciate iniziative di contestazione.

Noi non abbiamo paura, la spinta dell’Onda non si ferma, pretendiamo la liberazione dei nostri compagni arrestati!

Liberi tutti! Liberi subito!

ONDA ANOMALA PADOVA