+1,37%

Questo, dall’anno prossimo, l’aumento di fondi per la virtuosa Università di Padova. 4 milioni di euro. Come da tabella.

Altri (per esempio La Sapienza) non hanno passato l’anno.

Revocato il carcere per i ragazzi dell’Onda

Dal sito de Il Manifesto:

“Il Tribunale del riesame di Torino ha depositato questa mattina l’ordinanza che revoca il carcere per tutti gli studenti detenuti nell’ambito dell’operazione “Rewind” ordinata dal procuratore Caselli contro il movimento dell’Onda. Per due studenti di Torino vengono ordinati gli arresti domiciliari, per alcuni l’obbligo di firma e per altri l’obbligo di dimora. Evidentemente la requisitoria del pm Sparagna non ha convinto il tribunale del riesame. La straordinaria mobilitazione dell’Onda nei giorni scorsi è stata la risposta piu efficace al tentativo di criminalizzazione del movimento”.

La rivolta di Torino – di F. Raparelli

“L’Italia è davvero un paese insopportabile e questo non tanto perché a governarlo c’è una solida maggioranza razzista e neocon, una maggioranza radicata nel tessuto produttivo, imbattibile nella scena mediatica, ma soprattutto per la mediocrità della sua opposizione. Un’opposizione senza coraggio né passioni. Basta leggere i giornali di oggi, meglio la Repubblica, o leggere le dichiarazioni di Franceschini per fare questa breve considerazione.

onda9Quando sono esplosi gli studenti greci, al seguito dell’omicidio del povero Alexis, Ilvo Diamanti ha scritto per Repubblica analisi per nulla banali sul tratto comune della  nuova generazione in lotta: dalla Francia all’Italia, dalla Grecia alla Spagna ‒ parafrasando le parole di Diamanti ‒ una generazione estranea al patto sociale alza la testa e pretende di riavere indietro il futuro che la precarietà le ha sottratto. Nelle scorse settimane, mentre in Francia venivano sequestrati i manager, Bernardo Valli ha dedicato pagine importanti all’anomalia d’oltralpe.

Il radicalismo francese è una sorta di modello da coccolare per la sinistra italica, sempre utile per ricordare a Berlusconi che anche la destra neocon più raffinata, quella di Sarkò, è tutt’altro che al sicuro. Poi Londra e l’assedio della City: per la prima volta capita di leggere Ezio Mauro e Massimo Giannini che si spingono a giustificare la rabbia anti-banche. Certo entrambi condannano la violenza, ma ratificano la necessità di un nuovo patto sociale contro la crisi. Aggiungo infine un elemento non marginale. L’Italia è un paese in cui le sue sinistre celebrano da quasi mezzo secolo i fasti del sessantotto studentesco. Un sessantotto senza operai e senza rivoluzione, indubbiamente, educato e pieno di buona società, comunque anno straordinario e senza pari. Nel sessantotto romano spicca un’esperienza che nessun politico della sinistra italica ha mai ripudiato: Valle Giulia.

Quanto accaduto ieri a Torino non si discosta molto, nella sostanza materiale, dai fatti di quarant’anni fa, così come, seppur con molte differenze, dalle rivolte greche e francesi. Ma ripercorriamo, fuori dalle menzogne giornalistiche, gli eventi torinesi. Almeno 10.000 studenti si mettono in corteo, giunti da tutta Italia, oltre che dalle facoltà torinesi. Desiderio condiviso da tutti è quello di violare la zona rossa, per dire basta a città militarizzate e per opporsi alle riforme universitarie. Migliaia di studenti dell’Onda hanno messo da parte la paura, quella propria della solitudine, e con il coraggio intenso dell’esperienza collettiva hanno provato a camminare, nonostante la polizia in assetto antisommossa cingesse d’assedio il castello del Valentino. Scudi di plexiglass e caschi a proteggere la propria testa dai tonfa. Poi le cariche, già violente il giorno prima. Manganelli, ma soprattutto tanti lacrimogeni, quelli al Cs di genovese memoria, come Mortola. Poi la difesa, agita tutti assieme, senza alcuna separazione tra buoni e cattivi. Immediata la gestione giornalistica: no global e violenti prendono l’Onda in ostaggio. Corriere e Repubblica sostanzialmente omogenei, per la prima volta da settembre.

Occorre dirlo a voce alta, in questo paese di razzisti e codardi, ieri migliaia di studenti dell’Onda hanno alzato la testa, nei confronti di chi alla contrattazione sociale ha sostituito l’autoritarismo. Dopo mesi di lotte gli studenti italiani hanno ricevuto porte chiuse e manganelli. Da che parte sta la violenza, quella vera, quella del potere cieco e sordo?Ieri a Torino c’era solo indignazione, forte e ragionevole .”

Francesco Raparelli, Dottorando di ricerca in Filosofia politica

articolo in uscita domani 21 maggio sul Manifesto

Seconda giornata del G8 University Summit

(Da Uniriot.org)

“Questa mattina l’Onda si è mossa da palazzina Aldo Moro occupata in direzione del parco del Valentino, all’interno del quale è situato il castello che sta ospitando il vertice dell’università. Gli studenti si sono divisi in 3 gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. La polizia, presente in forze a protezione del summit, si è schierata ed è stata nuovamente “inOndata” da gavettoni d’acqua e uova. Ciò ha scaturito la reazione della celere che ha caricato gli studenti, facendo 3 fermi, 2 ragazzi greci ed 1 di Milano.

L’Onda ha quindi ripreso il suo cammino verso il centro cittadino, passando da via Marconi, esigendo l’immediata liberazione dei 3 studenti fermati. E’ stato effettuato quindi un nuovo blocco in corso Vittorio Veneto, arteria cruciale del traffico cittadino, che è stato mandato nuovamente in tilt. Anche qui una polizia nervosa si è ri-schierata, pronta a riprender in mano i manganelli. L’Onda ha perseverato nella sua principale pratica, il blocco dei flussi di viabilità metropolitana, che han caratterizzato tutto l’autunno di mobilitazione studentesca, dirigendosi e paralizzando il vialone antistante la stazione di Porta Nuova.

Nell’imprevedibilità che sta caratterizzando gli studenti e le studentesse in mobilitazione contro il G8 è proseguita l’azione di disturbo dell’Onda, che si è spostata all’imbocco di via Roma, corso-vetrina della città, continuando ad alimentare la situazione di caos della viabilità che permane dal primo mattino. La celere ha qui nuovamente e violentemente caricato a freddo gli studenti dell’Onda, provocando diversi feriti ed effettuando alcuni fermi: grazie alla determinazione degli studenti, che hanno improvvisato una barricata lungo la strada con cassonetti e transenne, i fermati sono stati rilasciati in pochi minuti.

L’Onda si è poi diretta verso il Block G8 Building, sfilando in corteo per le vie del centro e fermandosi al rettorato dell’università di Torino, teatro l’altro giorno del sequestro del rettore Ezio Pelizzetti a fronte della chiusura d’autorità di Palazzo Nuovo, tornando a denunciare l’illeggittimità e l’insostenibilità del G8 torinese, e rivendicando gli spazi universitari e cittadini come luoghi di giusta espressione del dissenso. Nel frattempo, i 2 studenti greci sono stati liberati e si sono ricongiunti al resto degli studenti.”

TORINO - MANIFESTAZIONE CONTRO IL G8 DELLE UNIVERSITA

Rassegna stampa:

Repubblica.it

Corriere.it

LaStampa.it

Un “a più tardi” per chi verrà a Torino..per tutti gli altri: a mercoledì!

Dopo Roma: martedì alle 10:30 in Vetrina

I giorni trascorsi a Roma, la manifestazione, i workshop, l’assemblea plenaria e 2 viaggi in treno di notte in 3 giorni, hanno fatto sì che per qualcuno sia stato un po’ estremo venire in Facoltà già lunedì pomeriggio.

Ci diamo appuntamento con i “romani” martedì 18, alle 10:30 in Aula Vetrina.

L’idea di un incontro subito dopo Roma era partita dalle studentesse e dagli studenti di Lettere e Filosofia già martedì scorso, la sera di “Università Aperta”, ma è aperto a chiunque voglia partecipare e dare il proprio contributo. 

Se volete informarvi sull’Assemblea nazionale di sabato 15 e domenica 16 alla Sapienza, dal sito di Uniriot arriva la voce dell’Onda sull’autoriforma:

 Introduzione all’Assemblea Plenaria

– Report Workshop 1: Didattica

– Report Workshop 2: Welfare e Diritto allo Studio 

– Report WorkShop 3: Ricerca, Formazione e Lavoro

Buona lettura a tutti, ci vediamo oggi martedì 18 alle 10:30 in Vetrina.

Era ieri

Enzo Biagi intervista Vittorio Foa e Tina Anselmi sulla Resistenza

 

Enzo Biagi “E oggi, a che cosa bisogna resistere?”

Vittorio Foa “Alla sonnolenza, alla pigrizia, al lasciare che le cose vadano come vogliono. Non è vero! Le cose non devono andare come gli pare. Bisogna capire se le cose sono giuste o no. Io ai giovani dico una sola cosa: pensate a quello che fate. Se voi pensate a quello che fate, penserete anche agli altri. E se voi pensate agli altri, voi avrete un’idea della giustizia”. 

Tina Anselmi “Bisogna resistere ricordandoci che la libertà è una conquista di ogni giorno. Non può esserci democrazia laddove i cittadini non si assumano la responsabilità della libertà”.