Reddito per tutti!

Manifestazione di sindacati e studenti contro G14 e precarieta'Ieri l’onda è di nuovo scesa in piazza, questa volta contro il G14 che si terrà a Roma fino al 30 marzo! In sessantamila tra studenti, ricercatori, precari, insieme con i sindacati di base, i centri sociali ed i movimenti di lotta per la casa abbiamo attraversato le strade della città, bloccandole per tutto il pomeriggio e sfidando il protocollo sui cortei, firmato e approvato in blocco da CGIL, CISL, Uil e tutti i partiti, che limita la libertà di movimento ed il diritto di manifestare il proprio dissenso. Ed è proprio questa libertà di movimento che in migliaia ieri ci siamo ripresi dopo le cariche ingiustificate del 18 marzo, partendo dalla Sapienza e inondando le strade, reclamando reddito, diritto alla casa e nuovo welfare per studenti e precari.

Al grido di “noi la crisi non la paghiamo, la paghino le banche e le imprese”, lungo il corteo sono state sanzionate le banche e le agenzie immobiliari con vernice rossa, e davanti al ministero della Funzione Pubblica di Brunetta è partito un lancio di scarpe e fumogeni.

“L’esercito del surf, i giovani ex bamboccioni e “neo-guerriglieri”a seconda delle dichiarazioni dei ministri, non ne possono più di farsi sfruttare, ricattare dai baroni e dagli immobiliaristi, dai palazzinari e dai datori di lavoro: volgiamo reddito, poi ne riparliamo!”

L’esercito del surf non ha paura, continuiamo a mettere in crisi questo governo!

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E dopo Roma?

Dopo Roma, forse, dovremo rispondere davvero al bisogno di lasciare da parte campanilismi e isterie di ogni genere e puntare tutti insieme a raggiungere un livello partecipativo e informativo allargato. Questo per favorire l’efficacia della mobilitazione che verrà. 

I media sono all’erta, è ora di sfruttarli a nostro vantaggio. Dottorandi, assegnisti e ricercatori cominciano a muoversi, è ora di coinvolgerli. Il personale-tecnico amministrativo si è informato, è ora di coordinarsi. Le matricole si muovono, è ora di pensare insieme a loro. Gli studenti all’estero manifestano, è ora di contattarli. L’unità sindacale si spacca, è ora di prestare attenzione. La recessione s’allunga, è ora di capirla. Gli immigrati sotto attacco, è ora di prendersi delle responsabilità. 

Se riusciremo ad incamerare nella nostra riflessioni e ad integrarci in tutto questo e in molto altro ancora, avremo cominciato a vincere. Avrà cominciato a vincere la nostra generazione, che finalmente si è svegliata.

Forse non vinceremo davvero sull’Università. Forse la crisi la pagheremo. Ma c’è un’aria nuova in giro e non tutti quelli che sono scesi in piazza nelle ultime settimane torneranno tanto facilmente a casa davanti alla tv.  

Cosa saremo noi e cosa diventerà la mobilitazione studentesca se questa svolta accadrà, è difficile da prevedere.  
A Roma si sta discutendo in questo momento: chi, per tante ragioni diverse, è dovuto stare a casa, li sta aspettando.